Dove abita il lupo: Incontro sul tema della violenza sulle donne

28 maggio ore 15 Sala Galileo

Una riflessione a più voci sul tema della violenza sulle donne, centrato particolarmente sulla forma di consenso sociale velato, inespresso che sottende la violenza di questo tipo e ne consente il ripetersi, secondo l’affermazione di Lucia Annibali: "gli altri ci fanno male ma ci siamo anche noi che glielo permettiamo

Gli altri ci fanno male ma ci siamo anche noi che glielo permettiamo.
Quest’affermazione di Lucia Annibali, avvocato e autrice, insieme alla giornalista Giusy Fasano, del libro “Io ci sono, la mia storia di non amore”, sarà il punto d’avvio per una riflessione a più voci sul tema della violenza sulle donne che si svolgerà mercoledì 28 maggio presso la BNCF.
Introduce Maria Letizia Sebastiani, Direttore della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
L’iniziativa è stata promossa dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze in collaborazione con il Circolo Martin L. King della BNCF.
Uno dei problemi maggiori legati alla violenza sulle donne, al suo costante perpetrarsi anche in società come la nostra, cosiddette avanzate e lontane dalla barbarie, è il consenso sociale velato e inespresso che è sotteso alla violenza di questo tipo e ne alimenta il ripetersi, secondo quanto affermato da Lucia Annibali.
Accanto alla portata drammatica dei fatti di cronaca e ai dati delle statistiche, l’esperienza dei relatori potrà mettere in evidenza quali azioni positive possano essere intraprese sul piano giuridico, educativo e politico. Ad esempio quali e quanti tipi di tutela esistono a garanzia di una corretta affermazione della donna nella società, e come sia possibile ‘educare’, nei diversi ambiti della società, al rispetto della donna e ad un’effettiva parità di genere.
Il continuo verificarsi di episodi di violenza e aggressione nei confronti delle donne all’interno di una società come la nostra, che si considera progredita e che ritiene di aver preso distanza dai secoli bui della violenza e della barbarie, non può che far riflettere sulla necessità di intervenire prima che l’inasprirsi della crisi economica ci precipiti in un “medioevo prossimo venturo”.



doc. n. 1654 del 20/05/2014