La mostra del 1977. Il racconto dei protagonisti

Nel 1977, nel quarantennale della morte di Antonio Gramsci, fra le varie iniziative che furono messe in ponte per ricordare il grande uomo politico sardo, fa cui un Convegno internazionale che si tenne proprio a Firenze, l'Istituto Gramsci locale propose di realizzare una Mostra con il materiale posseduto dalla BNCF. La proposta, accolta dalla Direzione della Nazionale, fu sostenuta dal Consiglio dei Delegati (la struttura sindacale unitaria eletta da tutto il personale, e non solo dalle iscritte e dagli iscritti ai Sindacati, la prima del genere a Firenze nell'ambito del Pubblico Impiego) e portata avanti da un gruppo di lavoratrici e lavoratori della Biblioteca, che ne discussero, con il supporto di un Comitato Scientifico, l'impostazione e ne curarono la realizzazione.

Copertina catalogo

 Frontespizio Catalogo
 La Mostra fu pensata itinerante perché si voleva che tale intervento culturale non si concludesse con l'esposizione all'interno dell'Istituto e si proiettasse invece sul territorio circostante, venisse portato nelle strutture aggregative (scuole, Circoli, Case del Popolo, Biblioteche rionali) presenti nei quartieri e nei comuni intorno a Firenze, fosse di stimolo alla diffusione del pensiero di Gramsci.
Le uscite, gestite dal Consiglio dei Delegati, furono collegate ad incontri sulla figura di Gramsci ed alla visione del film "Antonio Gramsci - Gli anni del carcere" di Lino Del Fra, uscito proprio quell'anno.
Si trattò di una bella esperienza partecipativa, che fece emergere, all'interno dell'Istituto, il confronto fra chi giudicava l'intervento eccessivamente politico e chi invece, su impulso del Consiglio dei Delegati e del Circolo "Martin Luther King", lo riteneva utile perché contribuiva a ricordare degnamente, ed a far conoscere, una delle più grandi figure dell'Italia del '900. Non solo: anche sul fronte di quante/i collaboravano alla realizzazione della Mostra scoppiò una discussione dai toni accesi su quali pezzi di Gramsci bisognava scegliere, se privilegiare quelli sui consigli di fabbrica del periodo "ordinovista", o se, piuttosto, dare un quadro più complessivo della produzione giornalistica gramsciana.
Di quell'insieme di documentazione, tratta dal patrimonio della BNCF, ci è rimasta impressa l'immagine di Mussolini che tende l'orecchio per ascoltare Gramsci, che con voce flebile, parla, nell'unico suo intervento nelle aule parlamentari (una voce flebile, che però ha saputo levarsi alta e forte anche dal chiuso di una cella - ed è ancora oggi, in varie parti del mondo, ascoltata, studiata, ritenuta valida per le analisi che fornisce e le indicazioni che dà -).
Atipica per le modalità con cui fu pensata e realizzata, nonché per il ruolo svoltovi dalla struttura sindacale, resa possibile dalla Direzione intelligente e aperta di Diego Maltese,
innovativa per il rapporto che instaurò con il territorio, la Mostra del 1977 resta forse un esempio unico di un modo diverso di lavorare all'interno dell'Istituto e di relazionarsi con la realtà intorno.
Che oggi la si ripresenti, corredata da nuovi pezzi, può essere un segnale che si vuole riprendere e proseguire quel percorso.

 



doc. n. 1989 del 27/11/2017