Incontri sul '68

   

In occasione della Mostra E tutto sembrava possibile. Il 68 in Italia fra realtà e utopie (8 novembre 2018-9 febbraio 2019) la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze organizza un ciclo di incontri di approfondimento. Ogni incontro si terrà in Sala Michelangelo e sarà preceduto da una visita guidata alla Mostra (alle ore 16,00).


Mercoledì 28 novembre 2018 ore 17.00. Firenze e il '68


Invito


Incontro con Pancho Pardi, Adriana Dadà, Mario Bencivenni. Modera Piero Meucci.
Alcuni protagonisti del sessantotto fiorentino discuteranno delle particolari caratteristiche del movimento a Firenze, fra le contestazioni studentesche e l'esperienza dell'Isolotto

Venerdì 30 novembre 2018 ore 17.30. 1966/1968: Da angeli a ribelli


Invito
Incontro con racconti
letture, immagini e filmati con lo scrittore Marco Vichi e l'attore Lorenzo Degl' Innocenti.
Un percorso
di letture e di immagini fra due anni di grande importanza. L'esperienza di solidarietà giovanile del '66 ha in qualche modo preparato il Sessantotto? E sarà a gennaio del 1968 che la Biblioteca riaprirà al pubblico le sue sale, con ancora vivi i segni del fango...

Martedì 11 dicembre 2018 ore 17.00. Il '68 visto da altrove

 Invito
Incontro con Giovanni Gozzini e Marcello Flores autori de il 1968. Un anno spartiacque, Bologna, Il Mulino, 2018.
Giovanni Gozzini è docente di Storia contemporanea e Storia del giornalismo all'Università di Siena e Marcello Flores, docente di Storia comparata e Storia dei diritti umani all'Università di Siena.


 Il 68 e la moda. Incontro rinviato a data da definirsi


Invito
Incontro con Stefania Ricci, direttrice del Museo Ferragamo
Il sessantotto è stato lo spartiacque più drastico e radicale della rappresentazione identitaria nell'abito, in Francia, negli Stati Uniti come in Italia. Moda e politica si influenzano in modi sottili, e pervasivi, quando la situazione (e questo accade specialmente nei momenti di protesta) determina icone immediatamente riconoscibili, e quindi velocemente trasformabili in oggetti di marketing ad alta diffusione. Accanto a Che Guevara, anche cantanti come Mina, Patty Pravo e Rita Pavone diventano icone del nuovo stile, mentre grandi attori e registi si fanno indossatori sulle pagine di Uomo Vogue. I giovani inventano un nuovo modo di vestire e per scendere in strada sono d'obbligo i blue jeans e le scarpe Clark's...
 

Giovedì 17 gennaio 2019 ore 17.00. Il cinema italiano e il Sessantotto

 

 

Incontro con Alberto Tovaglieri già docente di Cinema e Storia contemporanea all'Università di Siena e autore de Il cinema e il sessantotto 1965-1980

La rilevanza del cinema italiano rispetto al '68 non consiste tanto nei numerosi riferimenti diretti alle lotte e alle ideologie di quegli anni, quanto nella rara capacità di alcuni film di riuscire a rappresentare un aspetto del Sessantotto che ha agito per lo più in modo sotterraneo, pur avendo svolto un ruolo decisivo: l'utopia di creare un legame profondo tra ribellione esistenziale e lotta politica o, in altri termini "l'irruzione della via quotidiana nella lotta politica". 

Sebbene si sia rivelata ben presto un’illusione, questa utopia ha conferito una straordinaria dirompenza non solo alla contestazione studentesca, ma anche a tutti i movimenti collettivi in cui si è articolato il Sessantotto, persino in quelli che - come la sinistra extraparlamentare e il terrorismo rosso - sembravano voler negare la rilevanza della ribellione esistenziale, conferendo un primato assoluto alla lotta politica. Solo il femminismo e il movimento del '77 hanno rivendicato esplicitamente questa utopia, ma al tempo stesso ne hanno evidenziato le dilaceranti contraddizioni. Uno dei film più significativi da questo punto di vista è Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri (1970), su cui concentreremo l'attenzione: dopo averne individuato il senso più profondo attraverso la visione di alcune scene, lo confronteremo con ricostruzioni storiche e testimonianze dell'epoca. 

Venerdì 1 febbraio 2019 ore 17.00. La stessa rabbia, la stessa primavera.


Conversazione in musica intorno al 68 con Davide Riondino, Chiara Riondino, Francesca Breschi, Francesco Frank Cusmano:

Francesca Breschi, dopo studi di pianoforte classico e canto, a partire dal 1978 ha intrapreso la carriera professionista e si è cimentata in diverse forme musicali: si dedica alla musica di tradizione orale italiana, al teatro-musica, alla composizione di musica elettronica per video-arte e alla musica antica e alla sperimentazione vocale; collabora col compositore Nicola Piovani, con David Riondino e con il Micrologus Ensemble di Assisi per l’esecuzione di musica medievale del XIII e XIV secolo. Fa parte del Quartetto Vocale di Giovanna Marini e, dal 1995, è anche sua assistente per le musiche di scena per spettacoli teatrali


Chiara Riondino, come tutti quelli della sua generazione, è cresciuta alla scuola della canzone popolare e di impegno civile, fin dai tempi del collettivo Victor Jara, insieme a suo fratello David, nella Firenze degli anni Settanta. Il suo percorso artistico si snoda tra Case del popolo, teatri e Feste dell’Unità,sempre suonando dal vivo, faccia a faccia con la gente. «La musica è qualcosa che si condivide sempre con gli altri – afferma -. Io, poi, a cantare e suonare da sola mi annoio».

Davide Riondino è cantautore, attore e regista. Con questo incontro torna alla Biblioteca Nazionale di Firenze, dove ha lavorato per dieci anni come bibliotecario. La sua carriera come cantautore inziai negli anni 70 con il collettivo  Victor Yara,  cooperativa di teatro-musica-animazione. di cui fa parte anche la sorella Chiara  Come verseggiatore satirico ha collaborato con numerose riviste storiche di satira e controcultura, e nella sua attività a teatro come al cinema e in televisione continua a integrare e miscelare generi e forme di espressione, dalla poesia alla satira, dalla musica alla letteratura, arti visive e tradizionali, accanto alla attività di direttore e consulente artistico. 

Francesco Frank Cusmano chitarrista, musicista, arrangiatore, compositore fiorentino, è insegnante di chitarra, basso, pianoforte e mandolino presso diverse scuole di musica e collabora con molti artisti, fra cui Letizia Fuochi, Francesca Breschi,Chiara Riondino.
 

Lunedì 4 febbraio 2019 ore 17.00. Il '68 dell'arte, il '68 nell'arte.

 

Sergio Risaliti è uno storico dell'arte contemporanea, attualmente dirige il Museo del Novecento a Firenze, ed ha curato numerose mostre: solo per citare alcuni esempi, potremmo ricordare la grande mostra di  Jan Fabre,  l’installazione di Urs Fischer a Piazza della Signoria e il progetto su scala urbana Ytalia. Nel 201 Ha curato, insieme a Micaela Sambucco e Silvia Alessandri, la Mostra Alfazeta. Libri d'artista della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze che ha portato in ArteFiera a Boogna, una selezione alfabetica dei libri d'artista del Fondo Bertini della BNCF, in cui ogni lettera dell'alfabeto era rappresentata da un artista.
 

Giovedì 7 marzo 2019 ore 17.00. Né Verdi né Nono, la musica che il '68 non intese.

 
 
 
Gregorio Moppi, è giornalista  membro dell’Associazione nazionale critici musicali, collabora con il quotidiano "la Repubblica" da vent’anni, con il mensile "Amadeus” e il bimestrale “Archi Magazine”. Scrive regolarmente note illustrative per i concerti del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, di Ort-Orchestra della Toscana, del Teatro Verdi di Pordenone. Ha firmato una ventina di voci per il Dizionario Biografico degli Italiani (Treccani), di cui adesso è tra i redattori della sezione "musica" diretta dal prof. Lorenzo Bianconi. Insegna Storia della musica alla Scuola di Musica di Fiesole , all'Università degli Studi di Firenze e al Conservatorio “Gesualdo da Venosa” di Potenza. 
Ha curato, per la mostra E tutto sembrava possibile, la sezione dedicata alla musica colta. Il suo saggio Né Verdi né Nono, la musica che al Sessantotto non interessò è pubblicata nel catalogo della mostra, pubblicato da Nerbini editore.


Si ricorda che la mostra è aperta, a ingresso libero, con il seguente orario: lunedì-venerdi ore 10,00 -13,00; 15-18

Sabato ore 10,00-13,00 Chiuso domenica e giorni festivi

Per visite guidate alla mostra scrivere a: bnc-fi@beniculturali.it

 



doc. n. 2087 del 21/11/2018 mod. il 07/02/2018