Presentazione generale della mostra
La cartografia europea tra Rinascimento e Illuminismo
a cura di Angelo Cattaneo e Andrè Ferrand de Almeida


Le mappe, senza dubbio una delle forme di comunicazione umana più antiche, costituiscono uno strumento fondamentale con cui gli uomini e le donne hanno dato e danno senso al mondo fisico e simbolico in cui vivono. Ogni mappa è un complesso manufatto culturale in cui ogni segno è strettamente interconnesso con ciascun altro: le linee, i cartigli, i colori, le ombre, le lettere, si fondono in un continuo dialogo che trasforma ogni percezione e rappresentazione dello spazio, in una sola parola, ogni cartografia, in una polisemia.

Le mappe scelte per questa mostra vogliono introdurre lo spettatore nella polifonia della cartografia europea.
La cartografia europea tra Rinascimento e Illuminismo è strutturata in quattro sezioni.

La prima Cartografia del Rinascimento, illustra le molteplicità semiotiche e di linguaggio che caratterizzano la percezione e la rappresentazione dello spazio rinascimentale, le mappaemundi, la cartografia tolemaica, le carte nautiche, la cartografia delle scoperte.

La sezione Cartografia e imperi esplora la produzione cartografica tardo cinquecentesca, seicentesca e settecentesca, legata al consolidarsi degli imperi coloniali europei. L'accento è posto sul crescente utilizzo da parte delle potenze coloniali delle mappe quale strumento di appropriazione intellettuale del territorio, sul rapporto tra centralizzazione degli stati europei e l'emergere della cosiddetta cartografia scientifica.

La sezione Dopo l'Illuminismo: cartografia e stato rappresenta l'affermazione della cartografia quale fondamentale strumento di governo e amministrazione del territorio. Questa funzione, riconoscibile a partire dal Basso Medioevo, si intensifica proporzionalmente al rafforzarsi e all'imporsi dello stato moderno. La cartografia militare, le mappe topografiche nazionali, prodotte dagli istituti cartografici e militari europei tra la fine del Settecento e i primi anni del Novecento, sono il fulcro di questa sezione. Parte delle mappe esposte in questa sezione provengono dalle collezioni dell'Istituto Geografico Militare.

L'ultima sezione, Gli strumenti del cartografo, espone un insieme di strumenti originali il cui utilizzo, a partire dalla metà del Cinquecento, ha sancito l'inizio della cartografia scientifica. Gli strumenti provengono dalle collezioni dell'Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze.