Le mappe, senza
dubbio una delle forme di comunicazione umana più antiche,
costituiscono uno strumento fondamentale con cui gli uomini e le
donne hanno dato e danno senso al mondo fisico e simbolico in cui
vivono. Ogni mappa è un complesso manufatto culturale in
cui ogni segno è strettamente interconnesso con ciascun altro:
le linee, i cartigli, i colori, le ombre, le lettere, si fondono
in un continuo dialogo che trasforma ogni percezione e rappresentazione
dello spazio, in una sola parola, ogni cartografia, in una polisemia.
Le mappe scelte
per questa mostra vogliono introdurre lo spettatore nella polifonia
della cartografia europea.
La cartografia europea tra Rinascimento e Illuminismo è
strutturata in quattro sezioni.
La prima Cartografia
del Rinascimento, illustra le molteplicità semiotiche
e di linguaggio che caratterizzano la percezione e la rappresentazione
dello spazio rinascimentale, le mappaemundi, la cartografia tolemaica,
le carte nautiche, la cartografia delle scoperte.
La sezione Cartografia
e imperi esplora la produzione cartografica tardo cinquecentesca,
seicentesca e settecentesca, legata al consolidarsi degli imperi
coloniali europei. L'accento è posto sul crescente utilizzo
da parte delle potenze coloniali delle mappe quale strumento di
appropriazione intellettuale del territorio, sul rapporto tra centralizzazione
degli stati europei e l'emergere della cosiddetta cartografia scientifica.
La sezione Dopo
l'Illuminismo: cartografia e stato rappresenta l'affermazione
della cartografia quale fondamentale strumento di governo e amministrazione
del territorio. Questa funzione, riconoscibile a partire dal Basso
Medioevo, si intensifica proporzionalmente al rafforzarsi e all'imporsi
dello stato moderno. La cartografia militare, le mappe topografiche
nazionali, prodotte dagli istituti cartografici e militari europei
tra la fine del Settecento e i primi anni del Novecento, sono il
fulcro di questa sezione. Parte delle mappe esposte in questa sezione
provengono dalle collezioni dell'Istituto Geografico Militare.
L'ultima sezione,
Gli strumenti del cartografo, espone un insieme di strumenti
originali il cui utilizzo, a partire dalla metà del Cinquecento,
ha sancito l'inizio della cartografia scientifica. Gli strumenti
provengono dalle collezioni dell'Istituto e Museo di Storia della
Scienza di Firenze.
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