Presentazione della Sezione
III. Dopo l'Illuminismo. Cartografia e stato

A partire dalla Rivoluzione francese la cartografia divenne un'impresa di stato. All'epoca della costruzione dello stato-nazione la necessità di condurre rilevamenti sistematici su tutti i territori nazionali, con tecnologie per il rilievo geodetico che richiedevano lo stanziamento regolare di ingenti fondi e l'impiego di un corpo permanente di ingegneri, rese l'impresa cartografica enormemente dispendiosa. Alcuni dipartimenti pubblici, militari o civili, si trasformarono nelle autorità cartografiche nazionali che gestivano i rilevamenti per le mappe nazionali a larga scala. La cartografia del territorio divenne quindi una attività pubblica di routine, come la riscossione delle tasse e il mantenimento dell'esercito. L'epoca dei cartografi di corte o delle famiglie di cartografi, come la famiglia Cassini, era finita per sempre.
Nel contesto dell'espansione degli apparati statali, le mappe topografiche su larga scala furono di solito associate alle mappe catastali. Nell'Europa dell'Ottocento il catasto era considerato la maggior garanzia di equità fiscale. La stretta associazione tra la cartografia territoriale e catastale sembrò ai governanti il migliore strumento per rendere l'esazione fiscale più efficiente e equa, scorporandola da influenze esterne, locali o corporative.
A ciò si è affiancato l'emergere della cartografia tematica, senza dubbio il settore della cartografia che, negli ultimi due secoli, si è sviluppato maggiormente. Nell'agricoltura, nella statistica, nella demografia, nell'igiene o nella criminologia la cartografia tematica è risultata un valido aiuto per il governo e soprattutto per l'amministrazione. Questo sviluppo si è sovrapposto all'espansione delle strutture amministrative statali e alla nascita delle scienze sociali. La cartografia tematica amplificò l'effetto ottenuto dalla visualizzazione e della centralità, contribuendo a formare un nuovo insieme di relazioni di potere che si fondava nella capacità di individuare e mappare le asimmetrie e le differenze di distribuzione dei fenomeni sociali.
Infine la cartografia si impose come disciplina a sé. La creazione di accademie scientifiche e la nascita di autorità cartografiche pubbliche contribuì a delinearne il campo disciplinare. Come scienza applicata, la cartografia geodetica si trovò tra la trigonometria sferica, le proiezioni matematiche e la statistica. Ricevette una potente spinta istituzionale dall'essere effettivamente impiegata nella creazione delle mappe e a loro volta, gli ingegneri geografici divennero più autonomi rispetto all'ingegneria in generale. Questa accresciuta autonomia contribuì all'importante cambio istituzionale per cui le autorità cartografiche passarono dal Ministero della Guerra ai "ministeri civili" dei Lavori Pubblici.