Cristoforo
Buondelmonti, Liber insularum archipelagi
Ms., cart., prima metà del sec. XV, mm.295x205, ff. VII, 48, III',
mutilo al sesto fascicolo di due fogli con perdita di testo e illustrazioni.
Iniziali filigranate, di varie dimensioni in rosso e viola; iniziali semplici
toccate in giallo; titoli, didascalie, numerazione delle carte in rosso,
annotazioni e manicule di altra, posteriore mano.
BNCF Magl. XIII, 7
Cristoforo Buondelmonti nato nel 1386 da una potente famiglia fiorentina,
che aveva forti legami con il Levante, si formò con ogni probabilità
alla scuola di Guarino ed era legato alla cerchia umanistica di Niccolo
Niccoli, con il quale condivise l'interesse per la geografia. Lasciata
Firenze, nel 1414 si recò a Rodi, per riscoprire le tracce della
antica e civiltà greca e per oltre sedici anni percorse tutte le
isole, le città, i monasteri del mare Egeo, Creta, Cipro, l'Ellesponto,
Costantinopoli. Frutto di queste lunghe peregrinazioni nella culla della
civiltà greca sono due opere storico-geografiche, la Descriptio
insulae Cretae, inviata nel 1417 a Firenze a Niccolo Niccoli e il
Liber insularum Archipelagi, dedicato a al cardinale Giordano Orsini
nel 1420. Il Liber insularum conobbe quattro rielaborazioni, quella
definitiva redatta a Costantinopoli nel 1430 (la prima è perduta).
L'opera ebbe da subito una grande fortuna --sopravvive infatti in numerosi
esemplari manoscritti sia nelle biblioteche italiane che europee; venne
inoltre ripresa negli isolari manoscritti e a stampa di fine Quattrocento
e del Cinquecento, quali gli Isolari illustrati di Henricus Martellus,
di Bartolomeo de li Sonetti e di Giovanni Bordone-- fonda il genere degli
isolari, uno dei piu significativi linguaggi rinascimentali di rappresentazione
dello spazio; un linguaggio che conbinava e fondeva le forme simboliche
della cartografia nautica, della corografia storico-descrittiva con il
linguaggio storico-letterario proprio degli itinerari.
Si espone il f. 2v, con la rappresentazione dell'Isola di Corfù.
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