I. CARTOGRAFIA DEL RINASCIMENTO

Francesco Rosselli
Mappa tolemaica del mondo, 1492-93 c. (375 x 525 mm).

Incisione al bulino su rame, stampata su carta.

BNCF Landau Finaly Planisfero Rosselli.

Il planisfero di Rosselli del 1492 è chiaramente da collegarsi all'opera cartografica di Henricus Martellus e lascia intendere una stretta collaborazione tra i due cartografi che, con ogni probabilità, di trovarono a lavorare insieme nel più attivo centro cartografico del Quattrocento. L'opera cartografica di Henricus Martellus Germanus, di origini tedesche ma attivo a Firenze a partire dal 1480, fino al 1496, è tra le più significative del secolo. Editore della Geographia di Tolomeo, fu tra i più attenti ricercatori delle novità cartografiche che provenivano soprattutto dalle navigazioni portoghesi lungo le coste africane; novità che cercava di inglobare nella griglia cartografica tolemaica ampliata. Caratterestiche fondamentali del planisfero Martello-Rosselli, rispetto all'ecumene tolemaica tradizionale ben rappresentata dal sontuoso codice di Martello in mostra (Magl. Cl. XIII, 16) sono l'ampliamento della stessa fino a 220°, con un allargamento di oltre 40° ad Est di chiara origine poliana, la rappresentazione dell'Africa fino all'attuale Capo di Buona Speranza, raggiunto dai portoghesi capitanati da Bartolomeu Dias nel 1487, la circumnavigabilità dell'Africa, l'apertura dell'Oceano Indiano sull'Oceano Atlantico. Non è fuori luogo sostenere come già fece Roberto Almagià in uno studio divenuto un classico che proprio "un mappamondo del tipo Martello [...] rappresenti la carta che più fedelmente risponde ai concetti [cosmografici] di Cristoforo Colombo".