Le ceneri di Dante

reliquia copia.JPG (38875 byte)Il 19 luglio u.s. durante un controllo topografico del Banco Rari nel Magazzino Manoscritti è stata rinvenuta la piccola teca riprodotta in questa pagina. Nella teca vi sono due cimeli danteschi risalenti alle celebrazioni del 1865 (VI centenario della nascita del Poeta). In quella occasione fu rinvenuta e aperta la cassetta nella quale riposavano le ossa di Dante per ricollocarle in un’urna più degna. Durante la ricomposizione, il tappeto sul quale poggiava la cassetta e la cassetta stessa furono liberati dai sedimenti dei resti del Divin Poeta (polvere e scaglie d’ossa).
Il notaio Saturnino Malagola autenticò questi prelievi che furono conservati in varie buste. Una di queste buste fu donata dallo scultore Enrico Pazzi, ravennate con studio a Firenze e autore della statua di Dante in Piazza S. Croce, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze che insieme ad altri cimeli, agli splendidi codici e alle numerose edizioni pregiate della Divina Commedia ne voleva far pubblica mostra nella Tribuna Dantesca dell’edificio di Piazza Cavalleggeri. Il cimelio oggi rinvenuto fu visto l’ultima volta da alcuni congressisti bibliotecari nel 1929. Le ceneri sono affiancate da un altro reperto: una carta che ha ricevuto l’impressione del cranio di Dante. Come si può notare si tratta di cimeli che hanno un valore simbolico, per alcuni oggetto di desiderio e di culto, e che hanno suscitato un interesse particolare in un momento storico (1865) in cui la Nazione, finalmente unificata nel Regno d’Italia, andava alla ricerca di un nume tutelare prestigioso ed emblematico: non si poteva cercare personaggio più rappresentativo.

La tribuna dantesca

L’edificio della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, opera dell’architetto Cesare Bazzani, risolve l’angolo tondeggiante tra Corso dei Tintori e Via Magliabechi con due tribune sovrapposte, al piano terreno quella dedicata a Galileo Galilei, del quale la Biblioteca conserva alcune opere autografe, e al piano nobile quella dedicata a Dante Alighieri. Nell’intenzione del propugnatore del nuovo edificio e direttore della Biblioteca Desiderio Chilovi, le due tribune dovevano rappresentare l’unione del sapere umanistico e del sapere scientifico: Dante e Galilei. Sintesi rappresentata non solo nel prestigioso patrimonio della biblioteca ma anche nei segni tangibili delle sale a loro dedicate, nelle raffigurazioni della facciata, nelle statue poste nelle edicole che sormontono l’ingresso e nei busti della Monumentale Sala di Lettura.

 

Polveri o ceneri

In occasione della polemica seguita a questo ritrovamento, polemica peraltro ricorrente nell’arco di questo secolo, molti giornalisti hanno virgolettato la parola "ceneri" ritenendola spuria perché Dante, o i suoi resti, non furono mai cremati. Ebbene, al di là del fatto che spesso ceneri è stato usato come sinonimo di polvere o di reliquie o di cimeli, lo stesso Vocabolario della Crusca, paladino del purismo della lingua italiana, così testualmente riporta: Ceneri al plurale diconsi gli Avanzi di un corpo umano seppellito.

 

 Il sepolcro di Dante

La città di Ravenna è indiscussa custode dei resti mortali del Sommo Poeta. Nessuno ha mai contrapposte le ceneri della BNCF con le ossa del sepolcro ravennate; ed è innegabile che la busta custodita nella teca conserva polvere di quelle ossa. Solo l’impeto per una polemica avventata ed impulsiva potrebbe far confondere questo pizzico di polvere con dei "calcinacci". Delle ossa abbiamo, peraltro, una precisa descrizione fatta dall’antropologo Fabio Frassetto, autore appunto del Dantis ossa (1933), che, nell’occasione del VI centenario della morte di Dante (1921), fu chiamato a studiare, misurare e ricomporre le ossa del Divin Poeta.

 

Celebrazioni dantesche

Nel corso dell’anno giubilare 2000 ricorre il settecentesimo anniversario della data fittizia del viaggio ultraterreno di Dante. Infatti da alcuni dati temporali evocati nel Poema si fa risalire l’inizio del viaggio nell’aprile del 1300. Firenze, Ravenna e Verona hanno programmato manifestazioni per ricordare questo evento. Nello specifico, la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ha inserito nel programma del 2000 una mostra di codici danteschi e di pregiate edizioni a stampa della Divina Commedia; nell’occasione verranno mostrati al grande pubblico anche i cimeli danteschi che la BNCF conserva.

 

 


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n° doc.82 del 07/08/1999