La Biblioteca - Notizie storiche - Antonio Magliabechi

 

L'atto che fonda la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze è costituito dal testamento di Antonio Magliabechi (26 maggio 1714) che così dettò al suo amico ed esecutore testamentario Anton Francesco Marmi:

"In primo luogo, desiderando detto signore testatore di promuovere gli studi, le virtù e le scienze, e con quelle la pietà e il bene universale della sua amatissima patria; perciò intende e vuole, che di tutti i suoi libri, che esistono, tanto nella casa di sua solita abitazione, quanto di quelli che si trovano nelle due stanze di Palazzo Vecchio ... se ne formi una pubblica libreria a beneficio universale della città, e specialmente per li poveri, chierici, sacerdoti e secolari, che non hanno il modo di comprar libri e potere studiare".

           Antonio Montaiuti, busto di Antonio Magliabechi Con questo lascito nasceva a Firenze la prima biblioteca veramente pubblica (1747) quasi contemporanea all'altra dovuta alla prodigalità di Francesco Marucelli (1752).

Ma chi era Antonio Magliabechi? Un suo busto in marmo, opera di Antonio Montauti, campeggia sul vano formato dalla prima e dalla seconda rampa di scala che porta al primo piano dell'attuale edificio della Biblioteca Nazionale.

Ma di questo personaggio, in verità, si ricordano più aneddoti che fatti documentati:

Nato nel 1633, avrebbe dovuto diventare orafo, ma "il furor d'aver libri e di ammucchiarli" fece di lui uno dei massimi eruditi della sua epoca e, al tempo stesso, un bibliomane, un bibliografo e un bibliotecario eccellente.

La sua casa in Via della Scala fu povera di mobilio (si narra che Magliabechi fu incurante di ogni agio materiale), ma ricchissima di volumi manoscritti e a stampa; ne raccolse ben 30.000.

Non fu solo questo il suo merito. Ebbe corrispondenza con tutti gli studiosi suoi contemporanei e fu prodigo di consigli e notizie; si dice che non vi sia in Italia alcuna pubblicazione insigne prodotta nel periodo della sua attività che non porti traccia della sua collaborazione.

 Per questi meriti il Granduca Cosimo III volle che Magliabechi avesse in cura, oltre che la propria, anche i libri della raccolta Palatina di Palazzo Pitti. Non solo, ma, avendo saputo dallo stesso Magliabechi del nobile dono che lo studioso aveva intenzione di fare alla popolazione della città di Firenze, il Granduca diede ordine di adattare due sale di Palazzo Vecchio per la futura biblioteca.

La morte colse l'ultraottantenne erudito (4 luglio 1714) quando questo trasferimento non era stato effettuato del tutto.

 




doc. n. 1002 del 19/12/2007