La Biblioteca - Notizie storiche - Costituzione della Biblioteca Nazionale

L'atto di riunione della Biblioteca Magliabechiana e della Biblioteca Palatina è del 1861 e fu preparato da Atto Vannucci (brevemente a capo della Magliabechiana - 1859) e sottoscritto dal Re e dal suo Ministro della istruzione pubblica Francesco De Sanctis.

Con esso la Biblioteca fiorentina assunse il titolo di "Nazionale" e di lì a qualche anno anche quello di "Centrale" (1885).

Questo ultimo titolo permette di ricevere, allora come oggi (solo la recente normativa ha introdotto per la Nazionale il rapporto diretto con gli editori), da tutte le tipografie del Regno, prima, e della Repubblica, poi, un esemplare di tutto ciò che nelle tipografie viene prodotto: libri, giornali, opuscoli, manifesti, calendari, almanacchi, avvisi, bollettini, etc.

Ma l'acquisizione per diritto di stampa non impedì, e non impedisce, di procurarsi libri per acquisti o per dono.

Anzi fu soprattutto attraverso queste procedure che la Biblioteca si arricchì, negli ultimi decenni del secolo scorso,

  • della collezione Guicciardini, ricca di opere relative alla storia della riforma religiosa,
  • della libreria Nencini,
  • della raccolta dell'insigne genealogista Passerini, già prefetto della stessa Magliabechiana,
  • della collezione Savonaroliana del conte Capponi,
  • dei preziosi manoscritti indiani procacciati dal De Gubernatis,
  • del Carteggio Vieusseux,
  • della "Miscellanea Capretta", ricca di rari opuscoli,
  • della collezione Rossi-Cassigoli, fondamentale per la storia pistoiese,
  • dei testi teatrali del Suñer,
  • della raccolta Bonamici,
  • delle carte del Tommaseo,
  • degli epistolari Lambruschini, Le Monnier, Cambray-Digny...
e tanto basti a far intendere che si veniva formando il più cospicuo deposito di documenti della nostra letteratura e della nostra storia.


doc. n. 1004 del 03/01/2008