Restauro virtuale



(Italiano / English)

Uno dei problemi di maggior rilievo di una biblioteca è quello di garantire la conservazione del materiale librario raro soggetto a maggiore deperimento (in particolare manoscritti ed autografi) e allo stesso tempo di consentirne la consultazione agli studiosi.

La soluzione più comunemente data a questo problema, fino dai primi anni del '900, è stata la sostituzione del documento originale con una copia fotografica: l'esperienza in questo campo ha però dimostrato la mancanza di stabilità nel tempo delle riprese fotografiche di materiale librario, con la conseguente perdita di informazioni relativamente al documento riprodotto.

La soluzione più comunemente data a questo problema, fino dai primi anni del '900, è stata la sostituzione del documento originale con una copia fotografica: l'esperienza in questo campo ha però dimostrato la mancanza di stabilità nel tempo delle riprese fotografiche di materiale librario, con la conseguente perdita di informazioni relativamente al documento riprodotto

Oggi la tecnologia informatica attraverso la digitalizzazione delle immagini consente di superare i limiti caratteristici del procedimento fotografico e di acquisire nuove importanti funzionalità. Le immagini digitalizzate garantiscono la lettura delle informazioni in modo stabile, inalterato e duraturo, sia per le cromie che per i segni.ll sistema di elaborazione digitale dell'immagine costituisce la base di un programma d'intervento finalizzato alla ripresa del documento, alla ottimizzazione qualitativa e quantitativa delle informazioni presenti nell' originale, al restauro virtuale dell'immagine e alla circolazione del "nuovo documento" per permetterne una consultazione e una riproduzione veloce e fedele. Il programma è articolato in quattro fasi:

1. ACQUISIZIONE DIGITALE DELL'IMMAGINE AD ALTISSIMA DEFINIZIONE
Effettuata con un dorso digitale che interviene sullo spettro visibile e permette l'acquisizione d'informazioni non perfettamente visibili ad occhio nudo, la ripresa non comporta alcuna compromissione del documento in quanto viene operata in asse zenitale con lampade HMI a luce fredda.

2. RESTAURO VIRTUALE DELL'IMMAGINE
L'immagine ottenuta nella fase di acquisizione digitale è la riproduzione esatta dell'originale in relazione allo stato del documento ed alle informazioni che da esso si possono ricavare. Con l'impiego di un software dedicato è possibile procedere ad un restauro di tipo virtuale: si parte da un immagine rielaborata al computer dell'immagine originale fino ad arrivare ad una nuova immagine del documento perfettamente ripristinato. Questa tecnica, senza ricorrere ad interventi traumatici per l'originale, permette di ottimizzare la leggibilità del messaggio testuale o artistico del documento, indipendentemente dalla sua tecnica esecutiva, dal supporto su cui è stato creato e dal suo stato di conservazione.
La metodologia che guida il "restauro reale" ha come fini principali il consolidamento dello status presente del documento e la prevenzione da successive alterazioni per mantenere stabile il livello delle informazioni contenute nell'originale.
Il restauro virtuale, effettuato sull'immagine e non sul documento fisico, è in grado di ottenere quei dati informativi che pur presenti nell'originale non sono desumibili direttamente nel suo stato attuale.
La casistica presentatasi nei test effettuati ha indicato un ampio spettro di possibilità di intervento, in relazione alle informazioni da recuperare o da ripristinare, all'utilizzazione dell'immagine restaurata, allo stato di conservazione dell'originale. Ad esempio nel caso di codici miniati pergamenacei danneggiati dall'acqua è stato necessario ripristinare le cromie originali, modificando lo stato esistente di impoverimento del colore, recuperare i segni coperti per trasmigrazione di colore o trasformati per l'impressione da contatto fra le carte. In sintesi, la metodologia del restauro virtuale consente di realizzare tutti quegli interventi impossibili per il restauro vero e proprio: pulizia cromatica, ripristino di lacune su parti non disegnate, recupero di segni coperti, abrasi o cancellati, potenziamento di segni deboli, lettura di informazioni non perfettamente visibili ad occhio nudo. Il restauro virtuale, permettendo di ripristinare quelle informazioni ormai irrecuperabili attraverso le tecniche ordinarie di restauro, deve quindi intervenire laddove il restauro tradizionale non può procedere e conseguentemente deve essere visto non come una tecnica in opposizione al restauro ttadizionale, ma come un intervento integrativo, un aiuto per la lettura testuale e la ricerca storica e filologica.

3. REALIZZAZIONE CD-ROM AD ALTISSIMA DEFINIZIONE PER LA CREAZIONE DI UN ARCHIVIO STORICO
L'intervento di restauro virtuale ha la sua logica conclusione nella creazione di CD-ROM contenenti versioni elettroniche dei documenti trattati. In questo modo si avranno a disposizione dei veri e propri archivi di immagini adatti allo studio, alla circolazione e alla riproduzione, senza che l'originale sia danneggiato da una ripetuta consultazione.
Le immagini ad altissima definizione, masterizzate su CD, vengono quindi a sostituire il vecchio archivio fotografico e si fanno apprezzare per la grande versatilità d'uso, essendo utilizzabili ad esempio per forti ingrandimenti o per perfette riproduzioni editoriali di grande pregio, comprese le edizioni facsimilari.

4. REALIZZAZIONE CD-ROM A BASSA DEFINIZIONE PER LA CONSULTAZIONE A MONITOR.
Una seconda modalità di utilizzazione delle immagini, diversa dalla precedente per qualità e per finalità, è costituita dalla realizzazione di CD-ROM con immagini compresse a bassa definizione. In questo modo si potranno ottenere degli archivi "d'uso" in cui ogni singolo CD-ROM sarà in grado di contenere centinaia di immagini e offrire tempi di accesso molto rapidi per la consultazione di lavoro su personal computer. Inoltre questo tipo di archivi risulta particolarmente utile per la divulgazione via Internet.

 


http://www.bncf.firenze.sbn.it/progetti/Restauro_Virtuale/prehome.htm
Home Page Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze n° doc.111 del 15/12/1999