Scoprire l’antichità. Stupore, collezionismo, conoscenza

Il passato che rivive

 

Se la ricerca, la lettura e lo studio dei testi antichi erano stati fin dall’inizio del Quattrocento un fondamentale strumento di conoscenza, le rovine, i monumenti, le statue provavano che quanto si trovava nei libri poteva vivere ancora. Quando nel 1506 a Roma fu scoperto casualmente il Laocoonte, l’impatto fu straordinario, anche perché il gruppo scultoreo corrispondeva esattamente alla descrizione che ne aveva fatta Plinio il Vecchio: le parole dell’autore antico si facevano marmo e carne. Le statue, le epigrafi erano raccolte e collezionate, ma anche riprodotte in album di disegni come quelli di Giovanni Antonio Dosio e quello che qui per la prima volta è definitivamente attribuito a Giovan Battista Naldini, suo sodale. Tra i disegni del Libro Capponi si annida per esempio un ben noto marmo, quello di uno dei due Satiri appartenuti alla collezione del cardinal Andrea Della Valle, una tra le più celebri della Roma del primo Cinquecento.

Scopri e sfoglia le opere della sezione interamente digitalizzate. Qui di seguito i link alle copie digitali presenti nella collezione BNCF su Internet Archive o nella Teca BNCF.


Bonsignore Bonsignori (Firenze, 1468 - Perugia, 1530)

Lettera a Bernardo Michelozzi, Roma, 24 gennaio 1506

Diretta all’amico Bernardo Michelozzi, la lettera fa menzione del ritrovamento tanto sensazionale quanto casuale del gruppo scultoreo del Laocoonte, il 14 gennaio del 1506 a Roma. 

Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ginori Conti 29.63, f. 59r-v 

Sez. 5/cat. IV.1


Giovanni Antonio Dosio (San Gimignano, 1533 - Caserta, 1611) 

Iscrizioni antiche e monumenti di Roma, Roma, 1550-1586

Raccolta di illustrazioni di sculture antiche, sarcofagi, cippi funerari, attribuite a Dosio, il cui corpus di stampe e disegni è fonte principe per la ricostruzione delle antichità romane.

Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Nuove Accessioni 618

Sez. 5/cat. IV.3

 


Giovan Battista Naldini (Firenze, 1535 - 1591)

Sillogi di epigrafi e disegni di sculture, Roma, ca. 1560-1562

Molti dei disegni a sanguigna sono copie in bella degli schizzi a mano libera di Dosio, realizzate da un suo assistente o da un esponente della sua cerchia. L’esecutore della raccolta è ritenuto Giovan Battista Naldini.

Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Nuove Accessioni 1159

Sez. 5/cat. IV.4

 


Giovan Battista Naldini (Firenze, 1535 - 1591)

Firenze, Battistero, rilievi annotati e quotati, Firenze, 1576

Raccolta miscellanea di lettere e documenti cinquecenteschi. 

Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Magliabechiano XXV.551, ff. 216r-217v

Sez. 5