La strega, l'ombra e la sera

Donazione del libro di Alessandro Fani e Aroldo Marinai - 30 marzo 2019

 

 

 

Con la donazione della loro opera "La strega, l'ombra e la sera", Alessandro Fani e Aroldo Marinai aggiungono un importante tassello allo straordinario Fondo del libro d'artista che si è formato in BNCF a partire dalla mostra "Far Libro" del 1989, in occasione della quale 149 artisti avevano regalato le loro opere alla Biblioteca e che si è arricchito negli anni con grandi acquisti, come la straordinaria collezione Bertini, e frequenti donazioni dirette, come quella che si presenta il 30 marzo.

Quand'è che le donne si fanno streghe? Le donne ricorrono alla magia per sopravvivere alla violenza dell'uomo o perché sono le interlocutrici privilegiate del mondo ctonio? Chi ha ragione tra Oreste e Clitennestra, tra Amleto e Gertrude? Chi tra Medea e Giasone? Tra un mondo antico, barbaro, e un mondo nuovo, civilizzato; tra il contenuto e il contenitore, tra il secco e l'umido, evocazioni della diversità fra genere maschile e genere femminile. 
Chi detiene realmente il potere della magia?

Medea, la strega pratica arti antiche e misteriose, ma la vera magia, il sortilegio inatteso, terrificante, è l'effetto dirompente che hanno le azioni della barbara venuta dalla remota Colchide nella società moderna e disumanizzata di Corinto. La magia non è il “come”, ma il “cosa”; non è l'arcano incantesimo il manifestarsi della strega, ma il suo modo di vivere e di agire che sfida le convenzioni. Una trasformazione del reale, invenzione trasgressiva, tutta femminile, spesso respinta, perseguitata e offesa, in un mondo di torti e ragioni governato da maschi a cui si oppone a volte il sentire magico delle donne.

Il libro si propone così fra due registri, quello verbale e quello visivo entrambi evocativi dell'impalpabile magico dove “... le ombre si allungano e a poco a poco spogliano i contorni netti del giorno e scivolano come serpenti nei colori della campagna, fino a scomparire, inghiottite dalla terra, demoni misteriosi, diretti altrove.”



doc. n. 2122 del 22/03/2019