Manoscritti e Rari

Questa pagina, in progressivo e costante incremento, offre una prima chiave di accesso allo straordinario e stratificato patrimonio di manoscritti e libri rari conservato dalla BNCF. Vi sono descritti in maniera essenziale i principali fondi, con l’elenco dei relativi strumenti d’accesso. Sono inoltre disponibili rinvii a cataloghi elettronici, digitalizzazioni di cataloghi a stampa, trascrizioni di inventari, repertori numerici, tavole di concordanza etc.

Tutti i documenti sono conservati dal Settore Manoscritti e Rari, che ne garantisce la consultazione, fornendo inoltre i relativi servizi di informazioni bibliografiche e riproduzioni.

Per segnalazioni e approfondimenti rivolgersi a bnc-fi.manoscritti@beniculturali.it

Magliabechiano

Formato da circa 6000 manoscritti, il Magliabechiano è il fondo più antico della BNCF, strutturato in 40 classi tematiche. Il suo nucleo primigenio è costituito dal lascito di Antonio Magliabechi (1633-1714), a più riprese arricchito da acquisizioni successive, tra cui si ricordano almeno il legato di Anton Francesco Marmi (1665-1736) e il dono granducale di buona parte della libreria Strozziana (1786). Accanto agli incrementi si sono verificate nei secoli XVIII-XIX varie sottrazioni: a questo proposito può essere utile consultare la Tavola di Concordanza dei Magliabechiani passati ad altri fondi e quella dei codici passati ad altri Istituti.

Strumenti di accesso:

  • Giovanni Targioni Tozzetti, Catalogo generale dei manoscritti Magliabechiani, ms., sec. XVIII, I-XI, con tre volumi di indici alfabetici comprendenti anche i mss. Strozziani (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 45).
  • Ferdinando Fossi, Catalogo dei codici della Libreria Strozziana comprati dopo la morte di Alessandro Strozzi da S.A.R. Pietro Leopoldo granduca di Toscana, e passati alla Pubblica Libreria Magliabechiana (…), ms., 1789, I-II (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 45; nella copia fotostatica in uso in Sala Manoscritti il II volume è suddiviso in due tomi).
  • Inventari dei manoscritti della biblioteche d’Italia, XII-XIII. Firenze. Biblioteca Nazionale Centrale, a cura di Giuseppe Mazzatinti e Fortunato Pintor, Forlì, 1903-1906 (per le segnature da Magl. I.2 a Magl. VII.1000).
  • Giunio Carbone, Catalogo analitico dei manoscritti della Biblioteca Nazionale di Firenze, ms., 1864 (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 52; descrizione analitica dei Magl. I.2, Magl. VIII.1061, Magl. VIII.1486-1508, Magl. IX.41, Magl. IX.50, Magl. IX.96, Magl. IX.122-125 e di sette mss. passati al Fondo Nazionale).
  • Maura Rolih Scarlino, “Code Magliabechiane”. Un gruppo di manoscritti della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze fuori inventario, Firenze, Giunta Regionale Toscana – La Nuova Italia, 1985.

Palatino

Formato da circa 1500 manoscritti, il Palatino è il cuore della Biblioteca Palatina Lorenese. Negli ultimi decenni del sec. XVIII era costituito da uno sparuto manipolo di volumi legati alla dimensione privata di letture familiari. Conobbe un incremento quasi vertiginoso nei primi decenni del sec. XIX, per volontà di Ferdinando III e quindi di Leopoldo II: nel 1816 entrò per esempio a far parte del fondo la prestigiosa raccolta di Gaetano Poggiali, che includeva la biblioteca della famiglia Guadagni. Gli si affiancano le cosiddette Serie minori della Raccolta Palatina (Baldovinetti, Bandinelli, Del Furia, De Sinner, Galileiani, Gråberg, Panciatichi, Vincenzio Capponi, Targioni Tozzetti). Nel 1861, con l’unione della Palatina alla Magliabechiana, entrò a far parte delle raccolte della Biblioteca Nazionale.

Strumenti di accesso:

  • Inventario dei manoscritti trovati nella già Biblioteca Palatina di Firenze in questo giorno 1 febbraio 1862 in cui il bibliotecario prof. Atto Vannucci ha preso la direzione della Biblioteca medesima per unirla alla Biblioteca Nazionale a forma del R. Decreto del 22 dicembre 1861, ms., sec. XIX con annotaz. successive, (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 9), cc. 2r-38v.
  • Schede Palatine. Inventario alfabetico a schede, ms., sec. XIX, (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Cass. 10/1-2).
  • Giuseppe Molini, Codici Manoscritti Italiani dell’I. e R. Biblioteca Palatina di Firenze, Firenze, all’insegna di Dante, 1833.
  • Francesco Palermo, I Manoscritti Palatini di Firenze, I-III, Firenze, I. e R. Biblioteca Palatina (poi coi tipi di M. Cellini e C.), 1853-1868.
  • Luigi Gentile, I codici Palatini, I-II, Roma, presso i principali librai, 1889-1890.
  • Pier Liberale Rambaldi – Anna Maria Saitta Revignas, I manoscritti Palatini, III, Roma, Libreria dello Stato, 1950-1967.
  • La bibliografia dei manoscritti è in via di pubblicazione in Manus OnLine, dove è in corso di descrizione la sezione del fondo ancora priva di catalogo (progetto PAL-MO).

Conventi Soppressi

Formato da 2232 manoscritti, raccoglie la massima parte dei codici entrati in Biblioteca a seguito delle soppressioni conventuali napoleoniche (1809). Vi si conservano volumi provenienti da Sant’Agostino sulla Costa, Sant’Ambrogio, Santa Maria degli Angeli, Santissima Annunziata, Badia Fiorentina, Badia a Ripoli, Bosco a’ Frati, Camaldoli, Santa Maria del Carmine, Castellina, Certosa, SS. Cosma e Damiano all’Incisa, Santa Croce, San Domenico di Fiesole, San Francesco al Borgo, San Francesco di Fiesole, Sant’Iacopo Oltr’Arno, San Lodovico a Montevarchi, San Lorenzo, San Marco, Santa Maria Maggiore, Santa Maria Novella, Santa Maria delle Selve, San Michele a Doccia, Monte Oliveto, Ognissanti, San Pancrazio, San Paolino, Prefettura, Santa Margherita de’ Ricci, Santo Spirito, Vallombrosa.

Strumenti di accesso:

  • [F. Bencini], Indice dei manoscritti scelti nelle Biblioteche Monastiche del Dipartimento dell’Arno dalla Commissione degli Oggetti d’Arte e Scienze e dalla medesima rilasciati alla Pubblica Libreria Magliabechiana, ms. (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 1).
  • Inventario topografico dei manoscritti dei Conventi Soppressi, ms., sec. XIX (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 2).
  • 243 manoscritti sono descritti nella base dati Manus OnLine.

 

Fondo Nazionale

Formato da poco meno di 4000 manoscritti, fu concepito agli inizi dell’Ottocento da Vincenzio Follini (1759-1836), con l’intento di superare l’organizzazione per classi adottata nella Biblioteca Magliabechiana. Vi confluirono parte dei codici della vecchia sezione magliabechiana, quelli provenienti dalle soppressioni leopoldine, rari codici delle soppressioni napoleoniche e quelli di acquisto o dono. Fu chiuso nel 1905, dopo la pubblicazione del catalogo a cura di Giuseppe Mazzatinti.

Strumenti di accesso

  • Inventari dei manoscritti della biblioteche d’Italia, VII-XII, Firenze. Biblioteca Nazionale Centrale, a cura di Giuseppe Mazzatinti, Forlì 1897-1903.
  • Pier Giorgio Ricci, Alcuni manoscritti non catalogati della Biblioteca Nazionale di Firenze, in Pier Giorgio Ricci, Aneddoti di letteratura fiorentina, «Rinascimento», s. II, n. 3 (1963), pp. 134-144 (descrive 17 mss. non compresi nel catalogo di Mazzatinti).
  • La bibliografia dei manoscritti è consultabile nella base dati Manus OnLine.

Autografi Gonnelli

Raccolta di circa 17.000 autografi dal sec. XIV al XIX costituita da Giuseppe Gonnelli (1787/1788?-1847). La collezione fu acquistata per la Biblioteca Palatina Lorenese nel 1852. Entrò quindi a far parte delle raccolte della Biblioteca Nazionale con l’unione della Palatina alla Magliabechiana nel 1861.

Strumenti di accesso:

  • Inventario dei manoscritti trovati nella già Biblioteca Palatina di Firenze in questo giorno 1 febbraio 1862 in cui il bibliotecario prof. Atto Vannucci ha preso la direzione della Biblioteca medesima per unirla alla Biblioteca Nazionale a forma del R. Decreto del 22 dicembre 1861, ms., sec. XIX con annotaz. successive, (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 9), c. 39r-v.
  • Inventario alfabetico per mittenti, ms. (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Cass. 3/1-7).
  • Inventario topografico, ms. (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Inv. 10-11).
  • Inventario topografico della serie di lettere di santi, pontefici e principi, ms. (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 51).

Autografi Palatini

Raccolta di autografi concepita dal granduca Ferdinando III e organizzata dal bibliotecario palatino Giuseppe Molini (1827-1834). È strutturata in sette sezioni: Palatini (7 cassette di autografi vari), Cellini (1 cassetta), Machiavelli (6 cassette), Magalotti (1 cassetta), Magliabechi (1 cassetta), Varchi (2 cassette), Zeno (1 cassetta). Entrò a far parte delle raccolte della Biblioteca Nazionale con l’unione della Palatina alla Magliabechiana nel 1861. Gli Autografi Palatini sono esclusi dalla consultazione diretta, ma sono digitalizzati e liberamente consultabili sulla Teca BNCF, con l’eccezione di quelli della cassetta Magliabechi.

Strumenti di accesso:

  • Inventario topografico degli Autografi Machiavelli, ms. (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 11bis).
  • Inventario topografico, con esclusione degli Autografi Machiavelli, ms. (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 11ter).
  • Ad esclusione degli Autografi Cellini e Machiavelli, gli Autografi Palatini sono inclusi nel Catalogo dei Carteggi a schede, accessibile in linea.
  • Gli Autografi Machiavelli, I-V, sono descritti nella base dati Manus OnLine.

Baldovinetti

Costituito da 273 manoscritti, il fondo Baldovinetti è una delle Serie della Raccolta Palatina. Rappresenta una parte significativa della vasta raccolta libraria e archivistica costituita tra il sec. XIII e il sec. XIX dall’omonimo casato fiorentino. Nel 1852, dopo l’estinzione della linea maschile della famiglia, fu acquistato da Leopoldo II per la Biblioteca Palatina Lorenese. Nel 1861 entrò a far parte delle raccolta della Biblioteca Nazionale, con l’unione della Palatina alla Magliabechiana.

Strumenti di accesso:

  • Inventario dei manoscritti trovati nella già Biblioteca Palatina di Firenze in questo giorno 1 febbraio 1862 in cui il bibliotecario prof. Atto Vannucci ha preso la direzione della Biblioteca medesima per unirla alla Biblioteca Nazionale a forma del R. Decreto del 22 dicembre 1861, ms., sec. XIX con annotaz. successive, (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 9), cc. 40r-49v.
  • Schede Palatine. Inventario alfabetico a schede, ms., sec. XIX, (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Cass. 10/1-2).
  • Alcuni mss. Baldovinetti (26, 88, 129, 129b, 145-148, 160, 190, 191 [ora Banco Rari 311], 213-226, 227 [ora Banco Rari 325], 228, 245-246) sono descritti nel catalogo dei Palatini di Francesco Palermo.

Banco Rari

Il Banco Rari raccoglie quanto di più prezioso è stato selezionato all’interno dei diversi fondi della Biblioteca Nazionale Centrale nel corso dei secoli XIX e XX. Ne fanno parte attualmente 158 manoscritti, 58 incunaboli, 100 cinquecentine, 34 edizioni del sec. XVII, 18 edizioni del sec. XVIII, 16 del XIX, una del XX e 11 raccolte di incisioni. A questi è da aggiungere un cospicuo gruppo di opuscoli a stampa, per lo più sacre rappresentazioni, dal sec. XV al sec. XVII. I manoscritti del Banco Rari sono esclusi dalla consultazione diretta e accessibili su riproduzioni.

Strumenti di accesso:

  • Giunio Carbone, Inventario del Banco, ms. (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 12a).
  • Teresa Lodi, Inventario del Banco Rari della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, ms., 1914-1916 (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 12b).
  • I manoscritti sono censiti nella base dati Manus OnLine: se ne forniscono almeno le antiche segnature, una bibliografia e l’elenco delle riproduzioni disponibili.
  • Le edizioni del sec. XV sono descritte da Piero Scapecchi, Catalogo degli incunaboli della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Firenze, Nerbini, 2017.
  • Le edizioni dei sec. XVI-XX sono catalogate in SBN e reperibili attraverso l’OPAC BNCF.

Bandinelli

Costituito da dodici filze appartenute alla famiglia dello scultore Baccio Bandinelli, il fondo Bandinelli è una delle Serie della Raccolta Palatina. Fu acquistato nel 1853 per l’interessamento del bibliotecario Francesco Palermo. Nel 1861 entrò a far parte delle raccolte della Biblioteca Nazionale, con l’unione della Palatina alla Magliabechiana.

Strumenti di accesso:

  • Inventario dei manoscritti trovati nella già Biblioteca Palatina di Firenze in questo giorno 1 febbraio 1862 in cui il bibliotecario prof. Atto Vannucci ha preso la direzione della Biblioteca medesima per unirla alla Biblioteca Nazionale a forma del R. Decreto del 22 dicembre 1861, ms., sec. XIX con annotaz. successive, (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 9), c. 79r.
  • Il ms. Bandinelli 1 (Zibaldone di Baccio Bandinelli) è descritto nel catalogo dei Palatini di Francesco Palermo.

Gino Capponi

Nel 1876 la Biblioteca Nazionale ricevette la raccolta di manoscritti del marchese Gino Capponi, legata per testamento alla Magliabechiana nel 1854. A 385 manoscritti, si affiancano i dieci cassetti del Mobile Capponi. La Biblioteca conserva inoltre altri tre nuclei documentari di provenienza Capponi, pervenuti successivamente. Si tratta delle 35 cassette del Carteggio (acquisto 1930), delle 18 cassette dell’Appendice (acquisto 1937) e dei Libri di Commercio Capponi, eccezionale raccolta di atti commerciali per lo più della casa Capponi, dal sec. XV al sec. XVIII. Sempre già di proprietà Capponi è il fondo Gentile Farinola, undici cartelle di carte varie, donate nel 1953 alla BNCF da Folco Gentile Farinola.

Strumenti di accesso:

  • [Carlo Milanesi], Catalogo dei manoscritti posseduti dal Marchese Gino Capponi, Firenze, coi tipi della Galileiana, 1845 (l’esemplare di Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 38, è postillato).
  • Inventario dei documenti originali, lettere autografe e codici legati alla Biblioteca Magliabechiana, ora Nazionale di Firenze dalla fu E. S. il Marchese Gino Capponi con testamento del dì 7 dicembre 1854 (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 38a).
  • Carte G. Capponi (acquisto 1930). Inventario topografico a volume, ms. (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Inv. 1).
  • Inventario dell’Appendice G. Capponi e carte Giusti, a cura di Sandra Fontana Semerano, dattiloscritto (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 38b).
  • Inventario dei libri di Commercio dei Capponi, dattiloscritto (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 9a).
  • Inventario del fondo Gentile Farinola, a cura di Sandra Fontana Semerano, dattiloscritto (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 38c1).
  • Sandra Fontana Semerano, Le carte Gentile Farinola nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, “Archivio storico italiano”, 147 (1989), 847-853.
  • Le lettere presenti nel fondo Gino Capponi sono incluse nel Catalogo dei Carteggi a schede, accessibile in linea.

Vincenzio Capponi

Costituito da 258 manoscritti, il fondo Vincenzio Capponi è una della Serie della Raccolta Palatina. Si tratta in sostanza della libreria della famiglia dei Capponi di San Frediano, dal sec. XVIII marchesi d’Altopascio. Trovandosi in difficoltà economiche, il marchese Vincenzio Capponi la cedette nel 1854 e Leopolo II, per la Biblioteca Palatina. Nel 1861 entrò a far parte delle raccolte della Biblioteca Nazionale, con l’unione della Palatina alla Magliabechiana.

Strumenti di accesso:

  • Inventario dei manoscritti trovati nella già Biblioteca Palatina di Firenze in questo giorno 1 febbraio 1862 in cui il bibliotecario prof. Atto Vannucci ha preso la direzione della Biblioteca medesima per unirla alla Biblioteca Nazionale a forma del R. Decreto del 22 dicembre 1861, ms., sec. XIX con annotaz. successive, (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 9), cc. 50r-56r.
  • Schede Palatine. Inventario alfabetico a schede, ms., sec. XIX, (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Cass. 10/1-2).
  • Alcuni mss. Capponi (2, 6, 17, 34-36, 61, 69-71, 74, 78, 83, 101/II, 107, 109, 120, 122-123, 128, 130, 134, 138-139, 141-143, 145, 151-152, 157, 164, 177, 183, 186, 188, 214 [ora Banco Rari 225]) sono descritti nel catalogo dei Palatini di Francesco Palermo.

Cappugi

Ceduto alla Biblioteca Nazionale nel 1902 dalla vedova di Tito Cappugi, il fondo omonimo è costituito da 623 unità, manoscritte e a stampa. Si tratta in gran parte di materiale di interesse genealogico (prioristi, cittadinarii, genealogie, armolarii), cui si aggiungono stampe, ritratti, libri di feste e carte geografiche.

Strumenti di accesso:

  • Inventario topografico a schede (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Cass. 41).
  • Catalogo alfabetico a schede (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Cass. 41bis).
  • Repertorio numerico nella Vacchetta Rinuccini etc., ms. (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari), cc. 55-65.
  • Le incisioni sono incluse nel catalogo generale a schede delle stampe e delle incisioni.

Carteggi Vari

Il patrimonio di carteggi e lettere conservato dalla BNCF è ricchissimo e ammonta a oltre un milione di pezzi. Gran parte di questi è conservata nel fondo Carteggi Vari. Creato alla fine del sec. XIX durante la direzione di Desiderio Chilovi, il fondo è aperto e comprende al momento 560 segnature, articolate ciascuna in numerosi inserti. Al suo interno sono conservate raccolte di lettere e documenti, per lo più pervenute per acquisto o dono. Gli ultimi pezzi collocati a Carteggi Vari sono due lettere di Antonio Magliabechi, acquistate dalla BNCF nel luglio 2019 (Carteggi Vari 560, 90).

Strumenti di accesso:

  • Le segnature da 1 a 517 sono schedate nel Catalogo dei Carteggi a schede, accessibile in linea.
  • Le segnature da 518 in avanti sono descritte nella base dati Manus OnLine.

 

Collezione Savonaroliana

Risale al 1883 l’acquisto presso gli eredi dello studioso e bibliofilo Carlo Capponi (1831-1865) della raccolta di edizioni dei secoli XV e XVI di opere di Girolamo Savonarola. La Raccolta Capponi (originaria denominazione della collezione savonaroliana) fu ampliata successivamente attraverso l’aggiunta di un nutrito gruppo di esemplari selezionati da Elisa Marrucchi tra il 1950 e il 1960 all’interno dei fondi storici conservati nei magazzini della Biblioteca Nazionale (in particolare Magliabechiano, Palatino, Nencini e Rinascimento).

Strumenti di accesso:

  • Catalogo delle edizioni di Girolamo Savonarola, secc. XV-XVI possedute dalla Biblioteca nazionale centrale di Firenze, a cura di Piero Scapecchi, Firenze,  SISMEL-Edizioni del Galluzzo, 1998.
  • Catalogo degli incunaboli della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, a cura di Piero Scapecchi, Firenze, Nerbini, 2017.
  • Le edizioni del secolo XVI sono catalogate in SBN e reperibili attraverso l’OPAC BNCF.

Conventi Soppressi da Ordinare

Formato da 545 manoscritti, raccoglie la massima parte dei codici entrati in Biblioteca a seguito delle soppressioni conventuali del 1866-1867. Vi si conservano volumi provenienti dalla Badia Fiorentina, dall’Oratorio di San Filippo Neri di San Firenze, da San Francesco di Fiesole, San Francesco al Monte alle Croci, San Giovanni Battista dei minori riformati a Detole presso Dicomano (San Detole), Sant’Iacopo Oltr’Arno, Monte Oliveto, Santa Maria Novella, San Michele a Monte Orlando e Santa Lucia dei minori riformati di Signa, Minori Osservanti di Pelago, San Paolino, Carmelitani Scalzi, Ripoli, Santo Spirito, Vallombrosa Santa Trinita, Vallombrosa.

Strumenti di accesso:

  • Conventi Soppressi da ordinare, ms., sec. XIX, con aggiunte successive (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 79), [precede il Repertorio numerico compilato dalla dott.ssa Levi, anteriore al riordino effettuato nel 1972].

De Sinner

Costituito attualmente da ventisei unità, il fondo De Sinner è una delle Serie della Raccolta Palatina. Si tratta di una parte della biblioteca del filologo svizzero Luigi De Sinner (1801-1860). Questi si trasferì a Firenze nel 1857, in cattive condizioni di salute e in difficoltà finanziarie. Cedette allora alla Palatina la propria collezione, che includeva anche circa 6000 volumi a stampa e gli autografi filologici di Giacomo Leopardi. Il passaggio fu perfezionato nel 1858: De Sinner ricevette un vitalizio annuo di 100 lire toscane, di cui godette per un solo anno. Nel 1861 il fondo De Sinner entrò a far parte delle raccolte della Biblioteca Nazionale, con l’unione della Palatina alla Magliabechiana. Alla fine dell’Ottocento, le carte leopardiane, già Palatino De Sinner 1-13, furono tolte dal fondo e collocate nel Banco Rari (Banco Rari 342; vd. l’approfondimento storico e la bibliografia in Manus OnLine).

Strumenti di accesso:

  • Inventario dei manoscritti trovati nella già Biblioteca Palatina di Firenze in questo giorno 1 febbraio 1862 in cui il bibliotecario prof. Atto Vannucci ha preso la direzione della Biblioteca medesima per unirla alla Biblioteca Nazionale a forma del R. Decreto del 22 dicembre 1861, ms., sec. XIX con annotaz. successive, (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 9), cc. 80r-81r.
  • Le lettere presenti nel fondo sono incluse nel Catalogo dei Carteggi a schede, accessibile in linea.

Del Furia

Costituito da 84 unità, il fondo Del Furia è una della Serie della Raccolta Palatina. Fu acquistato nel 1858 presso la vedova di Francesco Del Furia, già bibliotecario della Laurenziana, della Marucelliana e professore di lingua greca allo Studio Fiorentino. Nel 1861 il fondo entrò a far parte delle raccolta della Biblioteca Nazionale, con l’unione della Palatina alla Magliabechiana.

Strumenti di accesso:

  • Inventario dei manoscritti trovati nella già Biblioteca Palatina di Firenze in questo giorno 1 febbraio 1862 in cui il bibliotecario prof. Atto Vannucci ha preso la direzione della Biblioteca medesima per unirla alla Biblioteca Nazionale a forma del R. Decreto del 22 dicembre 1861, ms., sec. XIX con annotaz. successive, (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 9), cc. 76v-78v.
  • Inventario topografico, ms., 1857, (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 66).
  • Alla segnatura Del Furia 82 sono conservate 17 cassette contenenti il suo carteggio: tali lettere sono incluse nel Catalogo dei Carteggi a schede, accessibile in linea.

Fondo d’Artista e Fondo di Documentazione

La raccolta di libri d’artista di Loriano Bertini (1930-2019), messa insieme nell’arco di un trentennio, è stata acquistata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali nel 2000 e destinata alla BNCF, andando a costituire il Fondo d’Artista (F. A.), ricco di circa 4500 unità. A questo, chiuso, nel rispetto del vincolo collezionistico, si affianca il Fondo di Documentazione sul Libro d’Artista (F. D.), aperto, istituito presso la Biblioteca nel 1989. Nel loro insieme i due fondi rendono la BNCF uno dei massimi poli internazionali per lo studio dell’affascinante fenomeno del libro d’artista.

Strumenti di accesso:

  • Tutti gli esemplari F. A. e F. D. sono catalogati in SBN e reperibili attraverso l’OPAC BNCF. Mediante l’OPAC si raggiungono inoltre varie digitalizzazioni, parziali e integrali, alcune delle quali accessibili soltanto dalla rete interna della Biblioteca per questioni di copyright.

Foscoliani

Acquistato per la Biblioteca Nazionale nel 1884 presso il libraio Dotti, il nucleo delle carte foscoliane già appartenute a Diego Martelli (1839-1896) è attualmente organizzato in dodici volumi e una cassetta di carte sciolte.

Strumenti di accesso:

  • Giuseppe Chiarini, Catalogo dei manoscritti foscoliani già proprietà Martelli della R. Biblioteca Nazionale di Firenze, Roma, presso i principali librai, 1885.
  • Le lettere presenti nel fondo sono incluse nel Catalogo dei Carteggi a schede, accessibile in linea.
  • La cassetta XIII ha al suo interno un elenco del contenuto.

Galileiani

Costituito da 347 manoscritti, il fondo Galileiano è una delle Serie della Raccolta Palatina. Nel 1818 il granduca Ferdinando III acquistò dagli eredi Nelli le carte galileiane raccolte dal loro avo, Giovan Battista Clemente. Questi aveva dedicato la propria vita a recuperare qualunque documento appartenuto a Galileo, rimettendo così insieme quasi tutto quello che degli scritti galileiani era andato disperso in vari passaggi ereditari. Il principe donò nel 1822 la raccolta alla Biblioteca Palatina, che nel 1886 accolse un altro gruppo di 40 filze donate da Antonio Favaro (1847-1922). Nel 1861 i Galileiani entrarono a far parte delle raccolte della Biblioteca Nazionale, con l’unione della Palatina alla Magliabechiana. Il fondo è escluso in gran parte dalla consultazione diretta (Galileiani 1-307), ma consultabile nella Teca BNCF.

Strumenti di accesso:

  • Antonio Favaro, Per la edizione nazionale delle opere di Galileo Galilei. Indice alfabetico e topografico del commercio epistolare, Firenze, Barbèra, 1889.
  • Antonio Favaro, Per la edizione nazionale delle opere di Galileo Galilei. Indice cronologico del Carteggio Galileiano, Firenze, Barbèra, 1896.
  • Alarico Carli – Antonio Favaro, Bibliografia Galileiana (1568-1895), Roma-Firenze, [s. n.] – F.lli Bencini, 1896.
  • Angiolo Procissi, La Collezione Galileiana della Biblioteca Nazionale di Firenze, I-II, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato – Libreria dello Stato, 1959-1985; III, t. 3, a cura di Isabella Truci e Marta Zangheri, Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – Libreria dello Stato, 1994.
  • Eugenia Levi, Indice delle fonti dell’edizione nazionale delle opere di Galileo Galilei, Firenze, Barbèra, 1968.
  • Indice Generale dei Manoscritti scientifici dall’epoca di Galileo all’altra dell’Accademia del Cimento inclusivo, ms. (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 13).
  • Indice Analitico dei Manoscritti Galileiani nella Biblioteca Nazionale di Firenze, I-III, ms. (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 14a).

 

Ginori Conti

Il principe Piero Ginori Conti (1865-1939) lasciò per testamento parte della sua collezione allo Stato, perché fosse destinata alla BNCF. Gli eredi perfezionarono la donazione nel 1961. Il fondo è costituito da 30 unità e da cinque pezzi dell’Appendice Ginori Conti. Alla segnatura Ginori Conti 29 si conserva il grande complesso delle “Carte Michelozzi”.

Strumenti di accesso:

  • Inventario topografico. Copia del verbale di consegna alla BNCF (Elenco A), dattiloscritto (Firenze, BNCF, Sala Manoscritti e Rari).
  • Le carte del Ginori Conti 29 sono descritte in Manus OnLine e digitalizzate nella Teca BNCF.

 

Gråberg

Costituito attualmente da 84 manoscritti, il fondo Gråberg è una delle Serie della Raccolta Palatina. Il conte Jacob Gråberg de Hemsö fu bibliotecario della Palatina Lorenese dal 1841. Eleonora, sua figlia adottiva, cedette nel 1854 alla Biblioteca alcuni manoscritti che erano stati del padre, codici arabi e di storia genovese. Il fondo entrò quindi a far parte delle raccolte della Biblioteca Nazionale nel 1861, con l’unione della Palatina alla Magliabechiana.

Strumenti di accesso:

  • Inventario dei manoscritti trovati nella già Biblioteca Palatina di Firenze in questo giorno 1 febbraio 1862 in cui il bibliotecario prof. Atto Vannucci ha preso la direzione della Biblioteca medesima per unirla alla Biblioteca Nazionale a forma del R. Decreto del 22 dicembre 1861, ms., sec. XIX con annotaz. successive, (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 9), cc. 73r-76r.
  • Schede Palatine. Inventario alfabetico a schede, ms., sec. XIX, (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Cass. 10/1-2).
  • La bibliografia dei manoscritti è disponibile nella base dati Manus OnLine, dove sono in corso di descrizione a cura di Sara Fani i codici arabi.
  • Le digitalizzazioni dei manoscritti arabi sono reperibili nella Teca BNCF o attraverso le singole schede in Manus OnLine.

 

Guicciardini

La collezione, specializzata nella storia della riforma religiosa, fu raccolta dal conte Piero Guicciardini (1808-1886). Questi la donò al Comune di Firenze, con la clausola della conservazione presso la Biblioteca Nazionale. Iniziato nel 1866, il complesso iter fu definito solo nel 1877, quando il Comune accettò definitivamente le clausole stabilite dal donatore. Il fondo accoglie opere riguardanti la Riforma protestante e il movimento evangelico in Europa fino al secolo XIX, tra le quali 132 esemplari della Bibbia: costituisce un unicum per completezza, estensione temporale e rarità delle opere conservate.

Strumenti di accesso:

  • Catalogo e suo supplemento del dicembre 1875 della collezione de’ libri relativi alla riforma religiosa del secolo XVI donata dal conte Piero Guicciardini alla città di Firenze, Firenze,  G. Pellas, 1877.
  • Il fondo Guicciardini nella Biblioteca nazionale centrale di Firenze. Sec. XIX, I-II, a cura di Lia Invernizzi, Firenze-Scandicci, Giunta Regionale Toscana-La Nuova Italia, 1984.
  • Il fondo Guicciardini nella Biblioteca nazionale centrale di Firenze. Bibbie, a cura di Aldo Landi, Firenze-Milano, Giunta Regionale Toscana-Bibliografica, 1991.
  • Catalogo degli incunaboli della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, a cura di Piero Scapecchi, Firenze, Nerbini, 2017.
  • Le cinquecentine del fondo Piero Guicciardini nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, a cura di Marco Fratini e Laura Venturi, Torre Pellice, Centro Culturale Valdese, 2017.
  • Le edizioni dei secoli XVI e XVII sono catalogate in SBN e reperibili attraverso l’OPAC BNCF.

Landau Finaly

Formato da 310 manoscritti, da 82 incunaboli, da opuscoli di Martin Lutero, da stampati dei secoli XVI-XIX, da 18 volumi di leggi e bandi medicei, da una selezione di musica e da alcuni oggetti d’arte, il fondo Landau Finaly rappresenta un’ampia porzione della raccolta iniziata dal barone Horace Landau (1824-1903) e proseguita dagli eredi. In gran parte donato al Comune di Firenze da Horace Finaly (1871-1945), è in deposito alla BNCF. Al Landau Finaly propriamente detto si affiancano i fondi Landau Muzzioli e Landau Taibell, composti di materiale danneggiato da un incendio (1925-1926) e acquistati in antiquariato negli anni Sessanta.

Strumenti di accesso:

  • Catalogue des livres manuscrits et imprimés composant la bibliothèque de M. Horace de Landau, a cura di Franz Roediger, I-II, Florence 1885-1890 (descrive 295 mss., non tutti conservati in BNCF).
  • Inventario topografico di tutto il fondo, ms. (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 75).
  • Catalogo alfabetico a schede (cumulativo mss. Nuove Accessioni e Tordi) (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Cass. 2/1-5).
  • Inventario alfabetico a schede (per gli stampati) (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Cass. 15/1-2).
  • I manoscritti Landau Finaly della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Catalogo a cura di Giovanna Lazzi e Maura Rolih Scarlino, I-II, Firenze 1994.
  • Maura Rolih Scarlino, Contributo a un inventario “virtuale” della biblioteca lasciata da Horace Landau, “Nuovi Annali della Scuola Speciale per Archivisti e Bibliotecari”, 14 (2000), 147-181 (per i fondi Landau Muzzioli e Landau Taibell).
  • Catalogo degli incunaboli della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, a cura di Piero Scapecchi, Firenze, Nerbini, 2017.
  • Parte delle stampe (comprese le Leggi e Bandi, nonché gli opuscoli di Lutero) è catalogata in SBN e reperibile attraverso l’OPAC BNCF.

Nencini Aldine

L’importante nucleo di edizioni (circa 900) stampate dai Manuzio è pervenuto in BNCF grazie all’acquisizione della biblioteca appartenuta a Giovanni Nencini (1803-1878), collezionista già direttore della R. Manifattura dei Tabacchi in Toscana. Questi cedette la sua raccolta di circa 15.000 volumi nel 1874 in cambio di un vitalizio. Come stabilito dal contratto di cessione, la collezione aldina costituì una sezione speciale, separata dal resto della raccolta, come gli incunaboli.

Strumenti di accesso:

  • Catalogo degli incunaboli della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, a cura di Piero Scapecchi, Firenze, Nerbini, 2017.
  • Tutti i volumi (tranne gli incunaboli) sono catalogati in SBN e reperibili  attraverso l’OPAC BNCF.

Nuove Accessioni

Il fondo Nuove Accessioni fu istituito nel 1905 da Salomone Morpurgo, direttore della Biblioteca Nazionale dal 1905 al 1924. Una volta chiusi tutti i fondi storici, Morpurgo intese creare così una collezione aperta, destinata ad accogliere tutti i manoscritti di acquisto o dono. L’ultimo codice collocato a Nuove Accessioni è il nr. 1499, pervenuto per acquisto coattivo nell’agosto 2020.

Strumenti di accesso:

  • Nuovi acquisti e accessioni di mss., carteggi, libri rari, ecc., ms., I-VI, 1905-… (I-IV: Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 72; V-VI: Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti).
  • Catalogo alfabetico a schede (cumulativo mss. Landau Finaly e Tordi) (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Cass. 1/2-5).

Pacini

Costituito da 23 unità, il fondo conserva le carte di Filippo Pacini (1812-1883), professore di anatomia a Pisa e a Firenze. Fu acquistato per la Biblioteca Nazionale da Desiderio Chilovi nel 1885.

Strumenti di accesso:

  • Aurelio Bianchi, Relazione e catalogo dei manoscritti di Filippo Pacini esistenti nella R. Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Roma, presso i principali librai, 1889.

Panciatichiano

Costituito da 370 manoscritti, il fondo Panciatichiano è una delle Serie della Raccolta Palatina. Si tratta della biblioteca della famiglia Panciatichi, di origini pistoiesi. All’inizio del sec. XVIII inglobò vari volumi di nobilissima ascendenza filologica, che erano stati di Baccio Valori e, in precedenza, di Vincenzio Borghini. Il marchese Ferdinando Panciatichi la offrì in vendita a Leopoldo II nell’aprile del 1859. Questi la acquistò per la Biblioteca Palatina soltanto nove giorni prima di lasciare per sempre Firenze. Il fondo Panciatichiano entrò a far parte delle raccolte della Biblioteca Nazionale nel 1861, con l’unione della Palatina alla Magliabechiana.

Strumenti di accesso:

  • Inventario dei manoscritti trovati nella già Biblioteca Palatina di Firenze in questo giorno 1 febbraio 1862 in cui il bibliotecario prof. Atto Vannucci ha preso la direzione della Biblioteca medesima per unirla alla Biblioteca Nazionale a forma del R. Decreto del 22 dicembre 1861, ms., sec. XIX con annotaz. successive, (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 9), cc. 64r-74r.
  • Schede Palatine. Inventario alfabetico a schede, ms., sec. XIX, (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Cass. 10/1-2).
  • Catalogo dei manoscritti Panciatichiani della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, a cura di Salomone Morpurgo, Pasquale Papa, Berta Maracchi Biagiarelli, I-V, Firenze, Bencini, 1887-1891, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato – Libreria dello Stato, 1943-1962.
  • I manoscritti Panciatichiani della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, II, a cura di Palmira Panedigrano, Carla Pinzauti, Roma, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – Libreria dello Stato, 2003 (descrive i Panciatichiani 211-369).
  • La bibliografia dei manoscritti è consultabile in Manus OnLine, dove sono descritti anche i Panciatichiani 211-369.

Passerini

Luigi Passerini (1816-1877) fu genealogista, storico e direttore della Biblioteca Nazionale dal 1871 al 1874. Alla sua morte legò all’Istituto la propria libreria, composta da 2267 opere in 4438 volumi, 2640 opuscoli e circa 250 unità manoscritte. Queste ultime rappresentano una imprescindibile fonte per la prosopografia delle antiche e nobili famiglie toscane.

Strumenti di accesso:

  • Collezione PasseriniIndice delle famiglie nobili, ms. (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 8).
  • Inventario topografico a schede (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Cass. 44; per i mss. fino a Passerini 240).
  • Tutti i volumi a stampa antichi e moderni, eccezion fatta per le Miscellanee, sono catalogate in SBN e reperibili attraverso l’OPAC BNCF.

Poligrafo Gargani

Acquistato per la Biblioteca Nazionale nel 1890, il Poligrafo Gargani è un immenso repertorio prosopografico di storia fiorentina dal XII al XIX secolo. Si tratta di oltre 300.000 schedine organizzate in 2192 pacchetti, frutto del lavoro di spoglio di Gargano Gargani (1820-1889).

Strumenti di accesso:

Portolani

Il fondo comprende 34 carte nautiche e topografiche dei secoli XV-XVII. La maggior parte di queste, tra le quali due del sec. XV, provengono dalla Biblioteca Palatina Lorenese. I Portolani 1-2, 5, 7, 17-19 sono consultabili nella Teca BNCF.

Strumenti di accesso:

  • Pietro Gori – Bartolommeo Malfatti, Indice dei Portolani, Carte Nautiche e Planisferi posseduti dalla Biblioteca Nazionale di Firenze, ms., 1881, (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 21).
  • Inventario topografico a schede (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Cass. 42).

Postillati

Inaugurata all’interno della Biblioteca Nazionale alla fine dell’Ottocento e proseguita da Desiderio Chilovi, la raccolta dei Postillati era destinata ad accogliere esemplari a stampa con marginalia più o meno illustri, reperiti nei fondi storici dell’Istituto o acquisiti sul mercato. Attualmente chiusa, ammonta a 158 unità, alcune delle quali in più volumi.

Strumenti di accesso:

  • Indice topografico a schede (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Cass. 43).
  • Indice alfabetico a schede (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Cass. 11).
  • Tutti i volumi sono schedati in SBN e reperibili attraverso l’OPAC BNCF.

Rossi Cassigoli

Filippo Rossi Cassigoli (1835-1890) raccolse manoscritti, libri a stampa, pergamene e altri materiali relativi alla storia di Pistoia. Desiderio Chilovi fece acquistare la collezione per la Biblioteca Nazionale nel 1891, superando le resistenze di quanti desideravano mantenerla in città. Lì restarono gli oggetti d’arte, i pezzi archeologici, le monete e le medaglie, ora al locale Museo Civico.

Strumenti di accesso:

  • Vittorio Emanuele Baroncelli, Inventario de’ Mss. della Collezione Rossi Cassigoli, 1916, ms. (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 18).
  • Luigi Chiappelli, La Collezione pistoiese Rossi Cassigoli, “Archivio Storico Italiano”, s. V, 5 (1890), 483-486.
  • Vittorio Emanuele Baroncelli, La Collezione pistoiese Rossi Cassigoli nella Reale Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, “Bullettino Storico Pistoiese”, 20 (1918), 1-25.
  • Inventario alfabetico a schede (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Cass. 4/1-5).
  • I libri a stampa fino al 1875, tranne le Miscellanee e i Manifesti, sono catalogati in SBN e reperibili attraverso l’OPAC BNCF.

Tallone

Alberto Tallone (1898-1965), fondatore dell’omonima impresa editoriale e capostipite di una vera e propria dinastia di stampatori, è stato il “principe dei tipografi” del secolo appena trascorso. Nel 1984 il Ministero per i Beni Culturali, attraverso la mediazione della Libreria Valleri di Firenze, acquistò per la BNCF la collezione delle sue edizioni raccolta da Piero Pellizzari (1915-1996), che di Tallone fu intimo amico e annalista: nella ricerca degli esemplari più rari, coi numeri più bassi di tiratura, stampati su carte pregiate o dotati di legature raffinate, Pellizzari fu coadiuvato da Alberto in persona. Il fondo, chiuso, è costituito da 249 segnature principali (Tallone 1-249) e da 35 miscellanee, per lo più cataloghi editoriali (Tallone Mis. 1-35). Altri esemplari di edizioni Tallone, con diversa provenienza (deposito legale, singole donazioni etc.), sono collocati egualmente presso il Settore Manoscritti e Rari, a 62; altri ancora si trovano nella sezione PREG. dei Magazzini generali della Biblioteca.

Strumenti di accesso:

  • Tutti gli esemplari Tallone sono catalogati in SBN e reperibili attraverso l’OPAC BNCF.
  • Dalla stirpe dei “principi dei tipografi, tipografi dei principi”. I libri di Alberto Tallone. Catalogo della mostra (Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Tribuna dantesca, 7-21 dicembre 1996), a cura di Valeria Ronzani, Firenze, Centro Di, 1996.
  • Cristina Spinella, I libri di Alberto Tallone. Catalogo del Fondo Tallone presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Tesi di laurea. Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Lettere e Filosofia, rel. prof. Neil Harris, a.a. 1997/1998 (esemplare depositato presso il Settore Manoscritti e Rari, Ufficio Manoscritti, Tesi 22).

Targioni Tozzetti

Costituito da 488 manoscritti, il fondo Targioni Tozzetti si è formato attraverso acquisizioni ottocentesche, avvenute a più riprese. I Targ. Tozz. 1-189 striscia 1-234, furono acquisiti nel 1851 da Francesco Palermo, dove costituirono una delle serie della Raccolta Palatina. I Targ. Tozz. 190-363 striscia 235-488 nel 1894 da Desiderio Chilovi, direttore di quella che era frattanto divenuta la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Il fondo conserva i manoscritti e le carte frutto dell’attività scientifica di Giovanni (1712-1783), Ottaviano (1755-1826) e Antonio Targioni Tozzetti (1785-1856), oltre ad alcuni importanti codici di Pier Antonio Micheli (1679-1737).

Strumenti di accesso:

  • Inventario dei manoscritti trovati nella già Biblioteca Palatina di Firenze in questo giorno 1 febbraio 1862 in cui il bibliotecario prof. Atto Vannucci ha preso la direzione della Biblioteca medesima per unirla alla Biblioteca Nazionale a forma del R. Decreto del 22 dicembre 1861, ms., sec. XIX con annotaz. successive, (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 9), cc. 57r-63r (per i Targ. Tozz. 1-189).
  • Schede Palatine. Inventario alfabetico a schede, ms., sec. XIX, (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Cass. 10/1-2).
  • Sandra Fontana Semerano – Marzia Schiavotti Morena, Le carte di Giovanni Targioni Tozzetti conservate nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Inventario, Firenze-Milano, Giunta Regionale Toscana – Bibliografica, 1989 (per i Targ. Tozz. 190-241).
  • Inventario dattiloscritto, a cura di Roberta Masini, (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 9e; per i Targ. Tozz. 242-363).
  • Le Selve di Giovanni Targioni Tozzetti. Indici, a cura di Tiziano Arrigoni, Firenze-Milano, Giunta Regionale Toscana – Bibliografica, 1989 (indice dei mss. segnati Targ. Tozz. 189/I-XVII).

Tommaseo

Niccolò Tommaseo scomparve a Firenze nel 1874. Suo figlio Girolamo si adoperò allora per raccogliere il maggior numero possibile di opuscoli e libri suoi, o che trattavano di lui, da riunire ai suoi manoscritti, alle sue lettere e alle sue carte di lavoro. Tutto il materiale doveva servire per una nuova edizione delle opere del padre. Anche Girolamo venne tuttavia a mancare prematuramente nel 1899. Sua sorella Caterina donò allora il carteggio, i manoscritti e i libri del padre alla Biblioteca Nazionale. Integrazioni di minore entità furono acquistate nel 1935. Il vastissimo fondo è costituito da 213 unità di autografi, 759 monografie a stampa, 250 titoli-segnature di giornali, 122 riviste, 118 cassette miscellanee. A questi materiali si aggiunge il ritratto di Tommaseo opera di Vincenzo Giacomelli, egualmente parte del dono di Caterina.

Strumenti di accesso:

Per il carteggio:

  • Inventario topografico a volume, ms. (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 64).
  • Inventario topografico a schede (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Cass. 46/1-7).
  • Catalogo dei Carteggi a schede, accessibile in linea.

Per le miscellanee e le stampe:

  • Inventario topografico a schede (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Cass. 55-56).

Per i giornali e riviste:

  • OPAC BNCF (si raccomanda di prendere visione dell’effettiva consistenza del posseduto, consultando eventualmente anche l’Inventario topografico a schede, Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Cass. 57 e 57 bis).

Tordi

Domenico Tordi (1857-1933) iniziò la propria attività di collezionista nel 1896, raccogliendo documenti su Vittoria Colonna (1490-1547). Mise insieme in seguito una cospicua raccolta di manoscritti, documenti e libri rari. Alla sua morte, nel 1933, la suddivise tra la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e la Biblioteca Comunale “Luigi Fumi” di Orvieto. Il fondo Tordi della BNCF è costituito da 570 manoscritti, 5000 lettere in 13 cassette, 740 volumi a stampa, 595 opuscoli. Conclude la raccolta un’appendice di 9 cassette in cui sono conservate le carte relative alla Colonna.

Strumenti di accesso:

  • Inventario dei manoscritti del fondo Tordi, ms., sec. XX (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Sala Manoscritti e Rari, Cat. 70).
  • Catalogo alfabetico a schede (cumulativo mss. Landau Finaly e Nuove Accessioni) (Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale, Ufficio Manoscritti, Cass. 2/1-5).
  • Alan Bullock, Il carteggio colonnese nel fondo Tordi della Biblioteca Nazionale di Firenze, «Accademie e Biblioteche d’Italia», 51 (1983), 97-121.
  • Alan Bullock, Domenico Tordi e il carteggio colonnese della Biblioteca Nazionale di Firenze, Firenze, Olschki, 1986.
  • Alan Bullock, Il fondo Tordi della Biblioteca Nazionale di Firenze. Catalogo delle Appendici, Firenze, Olschki, 1991.