“Nella tua fine, il mio principio”. Collezioni manoscritte private e pubbliche tra la Rivoluzione francese e l’Unità d’Italia

L’Associazione Italiana Manoscritti Datati e la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, con il patrocinio del CERL, propongono un’occasione di riflessione e approfondimento su uno snodo importante nella storia della trasmissione del patrimonio librario della civiltà occidentale, manoscritto e non solo.

I decenni latamente compresi tra la Rivoluzione Francese e l’Unità d’Italia hanno profondamente segnato anche la storia delle raccolte di manoscritti. Il fenomeno delle Soppressioni conventuali, iniziate negli stati preunitari, culminate nel periodo napoleonico e proseguite all’epoca dell’Unità, ha cambiato il volto delle biblioteche d’Europa.

Non meno importante fu l’impatto della fine dell’antico regime sulle raccolte librarie private, magari di remoto lignaggio. Al crollo dei patrimoni di famiglia, all’abolizione di istituti giuridici antichissimi, che ne avevano garantito la sopravvivenza (fidecommessi, maggioraschi etc.), si accompagna la nascita del pubblico europeo di collezionisti e connaisseurs: è così che tra la fine del sec. XVIII e il sec. XIX sono assai numerose le collezioni di manoscritti che passano di mano, messe all’incanto o poste sul mercato, locale ed europeo. A differenza delle biblioteche dei conventi, che nel trasferimento allo Stato mantengono generalmente una certa unitarietà, il destino di quelle private è però spesso segnato dalla dispersione. In alcuni casi è in effetti il potere pubblico – sia esso principesco o civico – ad acquistare in blocco o in parte collezioni messe in vendita: vedono in questo modo il loro principio raccolte istituzionali come la biblioteca Palatina Lorenese, poi confluita nella Nazionale di Firenze. Più spesso, però, i libri, manoscritti e a stampa, sono venduti alla spicciolata e, da soli o in piccoli gruppi, sono messi su strade le più diverse, che li hanno condotti alle moderne sedi di conservazione.

Scopo della giornata di studi AIMD 2023 è riflettere su questo specifico fenomeno di frammentazione e riaggregazione, proponendo storie poco note e esemplari al proposito relative a collezioni private italiane di manoscritti disperse e/o formatesi nel periodo in oggetto, a partire dalla mole di dati di provenienza raccolti nei 34 volumi MDI pubblicati o sulla base di cataloghi in preparazione. Protagonisti saranno sempre i manoscritti datati, intesi ancora una volta nel loro status di fonte privilegiata, in questa occasione per un momento nodale nella storia della trasmissione del patrimonio librario occidentale.

Evento organizzato da AIMD – Associazione Italiana Manoscritti Datati  e dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze con il patrocinio del CERL – Consortium of European Research Libraries.


Programma

 

ore. 10.00

  • Saluti di Anna Lucarelli – Funzionaria delegata alle attività di direzione BNCF
  • Introduzione di Martina Pantarotto –  Presidente AIMD – Il contributo dei Cataloghi dei Manoscritti Datati alla storia delle collezioni

 

Prima sessione

Presiede Cristina Dondi  – Segretario Scientifico CERL

  • BNCF – Settore Manoscritti, Rari e Fondi Antichi, Comprar manoscritti per la Pubblica Libreria Magliabechiana: Vincenzio Follini (1801-1836)
  • Dario Panno-Pecoraro, La dispersione della biblioteca Del Nero-Guadagni: manoscritti al di fuori della Palatina Lorenese

 

 Pausa

 

ore 15.30
Seconda sessione

Presiede Simone Sartini – Vicario ASFI

  • Anna Rebecca Sartore, Luigi Poirot, i manoscritti e i disegni. Un funzionario granducale e il suo lascito alla Magliabechiana
  • Erik Boni e Daniele Conti, La biblioteca e le filze: dispersione e recupero della raccolta Rinuccini

 

Sarà esposta una selezione di manoscritti dalle collezioni BNCF


Ingresso libero, fino a esaurimento posti, da piazza Cavalleggeri, 1.

Per info:
bnc-fi.manoscritti@cultura.gov.it

Ultimo aggiornamento 28 Novembre 2023