Nella sezione della Biblioteca che raccoglie le cosiddette Pubblicazioni minori si trovano, tra le tante curiosità, moltissime cartoline d'epoca. Una selezione di cento di queste ultime, tutte dedicate al Natale e databili alla prima metà del Novecento, tra gli anni Venti e Quaranta, racconta quel periodo in modo semplice e immediato, e ne illustra le abitudini, le attitudini, i giochi. Le accompagnano i nostri migliori auguri di un Buon Natale!

Come viaggiavano gli auguri e i saluti ai propri cari, amici e conoscenti prima dell’era degli smartphone? Fino a qualche anno fa la cartolina postale era il supporto privilegiato, quanto immancabile, a cui affidare messaggi brevi che dai luoghi di vacanza – o di lontananza in generale – raggiungevano i destinatari spesso dopo giorni e giorni dall’invio.

Le prime cartoline postali si mettono in viaggio a partire dalla fine degli anni ’60 dell’Ottocento in area austro-ungarica. Le epoche precedenti avevano conosciuto biglietti, missive, forme varie di comunicazione di tipo epistolare, ma la cartolina come spazio circoscritto, e contenitore versatile di una comunicazione breve, è invenzione della fine del XIX secolo. Tra le forme di corrispondenza, è la sola a presentarsi come superficie ‘aperta’, non avvolta dalla segreta riservatezza di una busta. Il che ne fa una innovazione atta per lo più a riportare semplici saluti o messaggi augurali, anche se talvolta il linguaggio convenzionale può celare significati nascosti e meno immediati. Il cartoncino monocolore delle prime cartoline postali, presto si riempie di decorazioni e illustrazioni, spesso fotografiche.

In Italia la prima cartolina illustrata viene emessa nel 1896 dal Ministero delle Poste. Inizialmente il recto comprendeva sia l’illustrazione che lo spazio scrittorio, mentre sul verso andavano indirizzo e affrancatura. Ai primi del Novecento una facciata della cartolina si specializza, per così dire, in parte illustrata mentre si sviluppano tre principali formati (cm 8 x 13, dal 1889 al 1895; cm 9 x 14 dal 1895 al 1930; cm 10 x 15 dal 1930), ma anche tipologie formali diverse e tecniche innovative. Si diffondono così cartoline paesaggistiche, pubblicitarie, militari, satiriche, con opere d’arte, personaggi famosi, a tema sportivo, floreale, erotico…

La Prima guerra mondiale agevola la diffusione e la popolarizzazione della cartolina, facendone uno strumento di colloquio e dialogo con i cari lontani. La cartolina d’auguri di Natale è a sua volta un sottogenere che sviluppa un suo linguaggio, che si stereotipizza rapidamente, e privilegia alcuni temi e soggetti in modo particolare. Nel periodo che qui documentiamo infatti (anni ’20-’40 del Novecento), non si rintracciano che pochi esempi di motivi destinati a farsi popolari e diremmo d’obbligo nel periodo successivo: Babbo Natale ad esempio si rintraccia veramente di rado in questi anni, mentre si farà largo in Italia a partire dagli anni Sessanta. Ricorrenti sono invece le tipologie figurative che qui illustriamo. Un caso particolare è il tipo delle cartoline coloniali di auguri di cui è documentata nelle nostre raccolte una serie natalizia del 1925 che mostriamo integralmente a testimonianza delle possibili declinazioni del tema e del suo adattarsi alle circostanze anche storiche oltre che culturali del tempo.

Espressioni festose e pose semplici, talvolta replicate con varianti minime, dettagli natalizi, dai fiori ai doni, dall’albero alle candele, e la scritta Buon Natale, proposta nei più diversi caratteri grafici e talvolta calligrafici, a fugare il dubbio della circostanza specie in quei casi in cui l’immagine non evoca legami stringenti con la circostanza natalizia (è il caso delle cartoline con belle donne eleganti e coppiette sognanti che potrebbero adattarsi a varie occasioni del calendario, tant’è che gli stessi modelli si ritrovano nelle serie analoghe di cartoline di Buon Anno).

Ed ecco nelle cartoline di Natale di cui proponiamo una selezione, tematica e cronologica, figure femminili piene di charme, coppie di innamorati, bimbi nel loro mondo infantile che talvolta replicano scenette ed abbigliamento del mondo dei grandi, capolavori dell’arte trasformati ed adattati al piccolo formato e al linguaggio più modesto della cartolina natalizia.

Il percorso si articola nelle sezioni:

  • Cartoline d’auguri con soggetti femminili (1933 – 1941)
  • Cartoline d’auguri con coppie di innamorati (1933 – 1936)
  • Cartoline d’auguri con soggetti infantili (1925 – 1944)
  • Cartoline d’auguri con grafica a soggetti infantili (1941)
  • Cartoline d’auguri con opere d’arte  (1925 – 1936)
  • Cartoline d’auguri con scene di Natività (1933 – 1934)
  • Cartoline d’auguri con Babbo Natale (1925)
  • Cartoline d’auguri serie coloniale (1925)
  • Cartoline d’auguri con motivi vari (1933-1942)
  • Un’ultima curiosità: e il retro?

 

Testo introduttivo di: Simona Mammana; Ricerche e selezione documenti: Simona Mammana e Veronica Pugliese; Ricerche iconografiche sulle cartoline con opere d’arte: Verusca Gallai